Ardillo Sabrina - Psicologa cognitiva

Riabilitazione neuropsicologica delle funzioni cognitive


Attraverso la Riabilitazione Neuropsicologica viene favorito il processo di plasticità neuronale utile nel mantenimento e/o del recupero delle abilità cognitive coinvolte.
Dopo un'attenta valutazione neuropsicologica, il neuropsicologo propone delle misure terapeutiche al fine di permettere e/o migliorare il reinserimento sociale, scolastico o lavorativo. Si compone di due parti:

▪ la riabilitazione neuropsicologica: serve a favorire il recupero delle abilità cognitive danneggiate per compensare i deficit e migliorare la capacità d'adattamento del paziente. Il trattamento si occupa anche dei disturbi del comportamento ed emozionali.
▪ la stimolazione neuropsicologica: esercita le abilità preservate e ha come obiettivo di mantenere l'autonomia del paziente il più a lungo possibile.

l trattamento comprende:

▪ la riabilitazione delle funzioni cognitive danneggiate in esiti di lesioni cerebrali (ictus, emorragie cerebrali, encefaliti, traumi cranici e altre patologie neurologiche);
▪ Stimolare le funzioni cognitive residue in patologie neurodegenerative quali: Alzheimer, demenza fronto-temporale, demenza vascolare, Parkinson ecc.
▪ adattamenti ambientali per ridurre l'impatto del danno;
▪ la prevenzione e trattamento delle complicanze;
▪ pianificazione dell'assistenza e supporto ai famigliari;
▪ istruzione, educazione e sostegno per il caregiver.

Uno dei compiti più importanti della riabilitazione è l'identificazione dei punti di forza e di debolezza della persona per ridurre l'impatto della malattia sull'autosufficienza, allo scopo di mantenere il più elevato livello di autonomia compatibile con il danno. Per ridurre tale impatto si predispongono interventi mirati a diminuire e/o recuperare le funzioni cognitive (linguaggio, attenzione, memoria, ragionamento, funzioni esecutive, abilità visuo-spaziali, percezione), i disordini psico-comportamentali (recupero della consapevolezza della propria storia, relazione con ambiente e persone,interventi basati su stimolazione di attività complesse) ed disordini emotivi, stimolando anche le funzioni risparmiate. Il risultato del piano terapeutico può variare in base alle caratteristiche oggettive (gravità del danno, estensione della lesione, etc.) e soggettive del paziente, tenendo conto anche delle variabili ambientali come ad esempio il contesto famigliare e la sfera affettiva.